Castello di Tutino

Il bello del salento

Il Castello

L’IDEA

Un luogo di grande fascino tornerà a nuova vita nei prossimi mesi del 2020 per diventare un’officina d’arte e un centro culturale per la penisola salentina e il resto del mondo.

Ritorna così un luogo che gli abitanti di Tutino hanno sempre vissuto con un sentimento di affetto, considerandolo il «loro Castello». Chiuso dagli anni ’50, grazie ad un attento lavoro di recupero e di restauro conservativo, sarà il luogo di tutti, un luogo per la cultura, l’arte e la creatività.

IL PROGETTO

Un centro dedicato alle sette forme d’arte ma anche ai cinque sensi, dove ritrovarsi tutto l’anno e partecipare alle tante iniziative per gli abitanti del luogo, per i turisti, ma soprattutto per i giovani, che potranno contare su un luogo di riferimento dove apprendere, esprimere e sviluppare le loro capacità artistiche e culturali.

Il castello ospiterà festival, manifestazioni, presentazioni di libri e di film, esibizioni, concerti, laboratori per imparare i balli, l’artigianato, la cucina.

Eventi che partendo da un legame con la penisola salentina, comunichino a una visione del mondo più universale. Non mancherà il piacere del cibo con il ristorante e il cocktail bar dove stare in buona compagnia.

Nella piazza antistante, nei fine settimana si terranno eventi rivolti a tutti, come concerti bandistici, il mercatino di prodotti agricoli, il mercato dell’antiquariato e tutto ciò che potrà nascere collaborazione con le varie Associazioni sul territorio.

LA STORIA

Si può dire che Tutino abbia la vocazione scolpita nel nome che deriva da “toti in unum”, “tutti in uno”, un’espressione cara agli abitanti della borgata che da sempre ha difeso il valore della comunità. Tutto è nato in Salento, sull’estremità più a sud della Puglia, dove nel XV fu edificato il castello che con mura spesse, nove torri e un grande fossato offriva riparo a tutti gli abitanti del borgo. Da lì ai giorni nostri il castello è stato di proprietà di Don Luigi Trane che vi ha abitato, e poi della famiglia Gallone e infine della famiglia Caputo che lo destinò alla lavorazione del tabacco fino al secolo scorso.