Il 21 luglio, il grande ritorno di Jalalu Kalvert Nelson & Annalisa Orlando, con il concerto Intermezzo e Preludio, in collaborazione con Festival Echoi, nuovi orizzonti musicali. L’intervista ad Annalisa Orlando.

Bentrovata Annalisa, grazie per il tuo tempo. Un ritorno il tuo, quello a Tutino. Quale sarà la novità di quest’anno?

Siamo felicissimi di tornare sul palco del Castello. Sarà un evento unico perché porteremo un programma nuovissimo e vibrante, che ha come nucleo tematico la musica afroamericana e che tocca tematiche sociali attuali. Verranno eseguite al pianoforte le Night Dances di Nelson e il secondo movimento dalla Sonata in mi minore di Florence Price, pianista e compositrice a cavallo tra XX e XXI secolo. Poi ci cimenteremo con l’esecuzione di alcuni celebri brani di Duke Ellington. Ma il cuore pulsante della serata sarà consegnato all’interpretazione di un brano di Frederic Rzewski del 1971: Coming together, su testi di Samuel Melville. Un pezzo che parla di ingiustizia sociale e confinamento.

Il tuo incontro con Jalalu Kalvert Nelson, con cui ti esibirai il prossimo 21 luglio, nasce quasi per caso, come fosse destino. Come andò esattamente la storia? Ce la racconteresti?

L’incontro con Jalalu Kalvert Nelson è stato una di quelle rare epifanie che accadono nelle nostre vite. Era novembre ed ero in visita a Berlino, mi ricordo che pioveva. Così andai ad ascoltare un concerto di William Parker la sera della domenica, che mi piacque molto. Quando andai a complimentarmi con i musicisti, conobbi Jalalu (che quella sera aveva suonato alla tromba). Subito mi parlò di un pezzo per pianoforte che aveva iniziato a scrivere, destando il mio interesse. Per due anni ci siamo tenuti in contatto per corrispondenza postale, lui mi inviava buste formato A3, molto ingombranti!, piene di spartiti e musica che io studiavo. Poi nel 2017 ci siamo incontrati di nuovo dal vivo, e poi e poi e poi…diciamo che ci siamo portati fortuna a vicenda.

Da dove nasce l’idea di dedicare il concerto alla natura?

Da quest’anno è nata una collaborazione tra il Festival Echoi Nuovi Orizzonti Musicali e la Fondazione Sylva per una comunanza di intenti e valori, che vedrà ulteriori sviluppi nell’edizione del prossimo anno. Jalalu ha scritto un pezzo per tromba e pianoforte che eseguiremo, dedicato alla foresta, proprio in onore di questa collaborazione.

C’è un ricordo legato alla tua carriera al quale sei maggiormente legata?

L’incontro con Jalalu Kalvert Nelson e il festival a Biel del 2017 con la sua musica è stato senz’altro un momento indimenticabile, che ha rafforzato il mio desiderio di lavorare a stretto contatto con i compositori viventi, e non solo di occuparmi di quelli morti 😉. Amo tutta la musica, ma il capitale umano e l’intreccio di idee e creatività che accompagnano i progetti di musica contemporanea, scritta da compositori viventi, sono per me irrinunciabili. Devo ammettere che anche la prima edizione dello scorso anno del Festival Echoi è un ricordo fortissimo, non solo per me, ma anche per i musicisti compagni di avventura che per la prima volta sono stati qui in Salento. Infatti già sogniamo della prossima…

Per i lettori di Tutino: un’esclusiva sui progetti futuri!Un concerto a Praga, il 22 ottobre, che rappresenta il coronamento di un progetto di registrazione degli ultimi tre anni. Poi ci sono delle novità … in Francia! Aspettiamo l’autunno per rivelarle.